ISO Max a confronto nelle profondità del blu
Una delle condizioni di ripresa più sfidanti per chi si dedica alle riprese subacquee è senza dubbio la cattura del pelagico. Incontrare squali grigi o aquile di mare all’imboccatura delle “pass” maldiviane è un’emozione incredibile, ma tecnicamente rappresenta un vero banco di prova per le nostre GoPro.
Qui ci scontriamo con due limiti fisici importanti: la profondità, che spesso ci vede operare intorno ai 40 metri, e la scarsa limpidezza dell’acqua, tipica delle correnti che attraversano questi canali. In questo scenario, la gestione della luce e del rumore digitale diventa la chiave per ottenere un’immagine utilizzabile.
Durante un’immersione a Viligili Kandu (atollo di Gaafu Alifu – Vadoo), ho messo a confronto diretto due diverse impostazioni di ISO Max per capire quanto influiscano sulla resa finale in condizioni di luce scarsa.
Ecco i due setup utilizzati:
GoPro Hero 12, montata su base con maniglie: 4K 8:7 60fps | AWB Auto | Colore Naturale | ISO Max 800 | EV -0.5.
GoPro Hero 11, fissata al supporto pettorale “Chesty”: 4K 8:7 60fps | AWB Auto | Colore Naturale | ISO Max 400 | EV -0.5.
Come si può osservare nel video comparativo, la ripresa effettuata con la Hero 11 a ISO 400 è decisamente superiore rispetto a quella della Hero 12 a ISO 800.
Il sensore, lo stesso in entrambi i modelli, quando spinto a 800 ISO a quella profondità genera un rumore digitale (grana) molto evidente nonché una dominante cromatica meno naturale, il tutto molto difficile da recuperare in post-produzione. Al contrario, limitando il valore massimo a 400, il processore della Hero 11 è riuscito a restituire un file molto più pulito, con neri più profondi e una qualità complessiva nettamente migliore.
Bisogna essere onesti: a 40 metri di profondità e con visibilità ridotta, è difficile ottenere immagini “da National Geographic” con un sensore così piccolo. Tuttavia, questo esempio dimostra quanto la conoscenza tecnica dei limiti della propria attrezzatura faccia la differenza.
Un solo step di valore ISO può cambiare radicalmente la natura della ripresa: il consiglio è quello di cercare di non superare i 400 ISO, sebbene non esiste una regola assoluta. La scelta del valore massimo va ponderata in base alla scena: in alcuni rari contesti l’800 è necessario per catturare dettagli altrimenti invisibili, in molto altri è preferibile limitarsi a 400 per ottenere un file più pulito e facile da lavorare. La flessibilità e i test sul campo rimangono gli strumenti migliori per gestire correttamente la scarsità di luce, senza precludersi nessuna impostazione a priori.
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