Post-Produzione: la qualità nasce in immersione

Molti credono che la post-produzione sia una bacchetta magica capace di trasformare qualsiasi clip subacquea in un capolavoro cinematografico. La realtà è ben diversa: il computer può fare la differenza, ma solo se alla base c’è un file girato con i giusti parametri e, soprattutto, ricco di informazioni.
Se una clip viene registrata con impostazioni inadeguate, mancheranno i dati necessari per lavorare correttamente, specialmente su colori e ombre. In questi casi, cercare di correggere il tiro in fase di montaggio significa solo far emergere rumore video e artefatti. L’obiettivo, quindi, non è “colorare” un video spento, ma estrarre la bellezza da un file che contiene già una grande mole di dati.
Il web è pieno di influencer che promettono il “setting definitivo” per la GoPro, assicurando che, seguendolo alla lettera, finiremo dritti sul National Geographic. Sbagliato: è la via più veloce per ottenere risultati mediocri perché usare lo stesso setup per ogni immersione è un grosso errore. L’ambiente subacqueo è estremamente variabile: la luce cambia a seconda della profondità, della sospensione, dell’ora del giorno e della posizione del sole.

Personalmente, durante la stessa immersione, cambio le impostazioni anche diverse volte per adattarle al mutare delle condizioni. Poiché la custodia protettiva inibisce l’uso del touch screen, per farlo, utilizzo diversi preset che attivo tramite il “menu segreto” della GoPro o, per regolazioni più fini, mi affido ai QR Code di GoPro Labs che ho preparato appositamente. È qui che si fa la differenza: attraverso GoPro Labs abbiamo la possibilità di “hackerare” i limiti software della nostra camera. Ad esempio, per massimizzare le informazioni sul colore e ottenere vantaggi reali in post-produzione, oltre a utilizzare il colore a 10 Bit, sfrutto l’estensione WIDE. Questa funzione registra esattamente tutto ciò che l’ottica percepisce, senza compressioni, sbloccando le reali capacità del sensore.
Per registrare tutte queste informazioni senza perdite, è fondamentale adeguare il bitrate. Se nella versione standard è fissato a circa 120 Mb/s, con i miei “hacks” lavoro a velocità estreme, tra i 180 e i 200 Mb/s. Un altro passo cruciale è il controllo del rumore: delegando questa gestione all’app che utilizzo per la post-produzione (e non al software interno della camera), riesco a preservare molti più dettagli nelle ombre che, come sappiamo, nei video subacquei sono molto presenti.

Capire quali parametri modificare a 10 o 30 metri, come gestire il rumore e come configurare la GoPro per ottenere il massimo dai tuoi file non è questione di fortuna, ma di metodo.
Nella sezione GoPro Hacks (accessibile con la Membership del sito), spiego nel dettaglio ogni singola impostazione, con decine di esempi pratici e configurazioni testate sul campo per ogni situazione. Inoltre, mi addentro come mai fatto prima nell’universo GoPro Labs per la subacquea, guidandoti nell’installazione del firmware e nel setting di tutte le estensioni vitali per il nostro ambiente. Renderemo semplici concetti che a prima vista sembrano complicati.
I contenuti sono sempre aggiornati e al passo con le ultime tecnologie. Vuoi portare i tuoi video a un livello superiore? Ti aspetto in GoPro Hacks!