Frame rate e luce scarsa: i 60 fps stanno rovinando le tue riprese profonde?

Esiste una discussione tecnica nel mondo della ripresa subacquea che riguarda la scelta del frame rate ideale quando la luce inizia a scarseggiare. Spesso si suggerisce di utilizzare il minor numero di fotogrammi possibile, come i 30 fps, per evitare immagini eccessivamente disturbate dal rumore digitale dovuto all’innalzamento dell’ISO utilizzato. Per fare chiarezza su questo aspetto, ho effettuato un test comparativo utilizzando due GoPro Hero 13 in parallelo durante un’immersione a Sataya Reef (Fury Shoals, Egitto). Il test è stato eseguito alle sette del mattino, in condizioni di luminosità ambientale piuttosto ridotta, mettendo a confronto le riprese a 30 e 60 fotogrammi al secondo (fps).
La prima sessione di ripresa è stata effettuata a trenta metri di profondità su un corallo molle (Dendronephthya hemprichi). Successivamente, mi sono spinto oltre i quaranta metri — limite per le immersioni ricreative — per riprendere una spugna a tubo (Callyspongia crassa).
Analizzando i quattro file ottenuti, non ho notato visivamente differenze significative. Per ottenere una conferma oggettiva, ho sottoposto le clip a un’analisi strumentale utilizzando il software Neat Video per il controllo del rumore digitale e Telemetry Extractor per la lettura dei metadati istante per istante.

Test a 30 metri di profondità
Il livello di rumore digitale è risultato identico per entrambi i file, attestandosi su un valore moderato di 1.6. Analizzando la telemetria, è emerso che la GoPro ha gestito l’esposizione in modo analogo per entrambe le clip, impostando uno Shutter Speed di 1/120 di secondo (pari a 8.33 millisecondi). Anche i valori ISO sono rimasti estremamente vicini, con un range tra 236 e 257 per i 30 fps e tra 230 e 247 per i 60 fps. Un dato molto interessante riguarda la luminosità minima rilevata: 105 IRE per i 30 fps e 106 IRE per i 60 fps

In questa foto si vede il confronto tra il rumore digitale e lo Shutter Speed.
In questa foto si vede il confronto tra il rumore digitale e lo Shutter Speed.

Test oltre i 40 metri di profondità
Con Neat Video, il livello di rumore digitale è risultato, controintuitivamente, maggiore per la clip a 30 fps con un valore di 2.5, mentre quella a 60 fps ha registrato un livello di 2.0. Dallo studio della telemetria è emerso che la GoPro ha gestito l’esposizione in modo simile in entrambi i casi, mantenendo uno Shutter Speed di 1/120 di secondo (8.33 ms). I valori ISO si sono mantenuti stabili mediamente sui 180, così come la luminosità minima rilevata, che è risultata pressoché sovrapponibile tra i due test.

In questa foto si vede il confronto Shutter Speed e Luminance.

Questi dati confermano che, entro i limiti delle normali immersioni diurne anche se profonde, l’utilizzo dei 60 fotogrammi al secondo non penalizza la ripresa. Disporre di 60 fotogrammi al secondo permette di lavorare con estrema flessibilità in post-produzione, avendo la possibilità di creare slow motion fluidi fino al 50%. In conclusione, se l’obiettivo finale è l’elaborazione del filmato, mantenere i 60 fps si rivela una scelta vantaggiosa che non influisce sulla resa del sensore rispetto a un frame rate inferiore.
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